Bonificare la canna fumaria

Cosa c’è di più bello di un caminetto che fuma e il profumo della legna che brucia e si diffonde nell’aria? Nulla, il caminetto è bellissimo, ma attenzione: molte canne fumarie erano costruite in cemento amianto e quindi vanno bonificate.

Come comportarsi?

L’amianto diventa pericoloso solo nel momento in cui si rompe e le fibre si sprigionano, o meglio questo è quello che ci dicono, ma come fidarsi? Per anni l’amianto sembrava la soluzione a tutti i mali, lo rifilavano in qualsiasi luogo, poi hanno incominciato a raccontarci che era pericoloso, ma non prima di aver messo a repentaglio la vita di tante persone, non prima di aver seminato vittime. A questo punto tutti hanno incominciato a guardarsi attorno e hanno iniziato a chiedersi dove fosse l’amianto. In alcuni luoghi era ben visibile, come gli ondulati che si utilizzavano per coprire i capanni, i garage esterni, oppure nei pavimenti, ma in altri punti era nascosto, come nelle canne fumarie. Così, tante persone, sono ignare di questa presenza e continuano ad utilizzare stufe e camini fino a quando, per puro caso, vengono a conoscenza di questa ingombrante presenza. Il discorso si fa ancora più complesso per le canne fumarie dei condomini, la cui bonifica è più difficile e complessa. Se avete il dubbio che la canna fumaria sia in cemento amianto, evitate di toccarla e contattare immediatamente un centro specializzato come www.smaltimentoamiantomilano.info che valuterà come agire, in totale sicurezza senza correre rischi. Un team di esperti provvederà ad effettuare un sopralluogo, farà la valutazione del rischio e offrirà la consulenza necessaria ad affrontare il problema.

Perché non si deve toccare la canna fumaria?

Il tempo, gli agenti atmosferici, il montaggio potrebbero aver causato danni alla struttura e liberato le tanto odiate fibre di amianto. Gli esperti del settore, oltre a sapere come maneggiare il materiale, hanno anche le conoscenze necessarie a capire quale sia il metodo migliore per effettuare la bonifica.

Gli operatori provvederanno alla rimozione completa dell’amianto, risolvendo definitivamente il problema e provvedendo loro stessi allo smaltimento che deve seguire una normativa bene precisa. In alcuni casi, se non è possibile rimuovere completamente la struttura, si ricorre ad un metodo chiamato incapsulamento che prevede l’utilizzo di una pellicola specifica che blocca le fibre di amianto. Si tratta di un provvedimento che  non rimuove completamente il problema e va continuamente monitorato, ma è una momentanea messa in sicurezza in attesa della bonifica definitiva.

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