Pavimenti di resina per interni

Quando dobbiamo scegliere un pavimento per la nostra dimora pensiamo a ceramica, gres porcellanato, parquet, laminato, difficilmente ci viene in mente la resina, eppure è un metodo che sta prendendo piede anche per le abitazioni civili.

Pavimento in resina: un mondo diverso

A differenza delle pavimentazioni classiche, il pavimento in resina, non è un pavimento prefinito. Non si acquistano delle mattonelle o dei listoncini di legno, si acquista, se vogliamo definirlo meglio, un progetto che ha come fine la creazione di una pavimentazione.

Prima di poter decidere la realizzazione di un pavimento in resina, si devono valutare una serie di  aspetti tra cui, i più importanti, sono l’ambiente in cui si interviene e il supporto su cui va steso lo strato resinoso. In caso lo strato non sia idoneo, nel costo del pavimento si dovrà includere anche la preparazione di un fondo adeguato che faccia da ancorante alla resina.

I lati positivi della resina

I punti a favore di un pavimento in resina riguardano, in primis, l’uniformità. Non avendo giunture e fughe si presenta con una superficie liscia e uniforme, perfetta anche per la pulizia. La resina, inoltre, offre un’elevata resistenza all’usura meccanica e agli agenti chimici. Questo lo dimostra il fatto che, da molto tempo, viene utilizzata per le pavimentazioni di garage, officine, palestre, ospedali, ecc., luoghi, insomma, che sono sottoposti a continue sollecitazioni fisiche e chimiche.

Lo spessore di un pavimento in resina è, normalmente, di 3 mm. Questo fattore è molto valido in fase di ristrutturazione ed evita di dover apportare modifiche agli infissi quali porte e portefinestre. Lo spessore così limitato, abbinato all’alta conducibilità termica e all’elasticità, rende la resina compatibile agli impianti di riscaldamento a pavimento.

Altra caratteristica, non trascurabile, è l’unicità del risultato. La resina, infatti, permette molte varianti e non esiste un pavimento identico all’altro, neppure se a crearlo è lo stesso applicatore con il medesimo materiale. Esistono diverse tecniche per rendere il pavimento in resina ancora più accattivante dal punto di vista estetico: spatolato, nuvolato, monocromatico, decorato, ecc. Anche la rifinitura può variare: trasparente come un velo d’acqua o denso come cemento, brillante od opaco, tinta unita o a fantasia. Ovviamente si può agire anche sulla composizione della resina che, a secondo delle esigenze, può essere perfettamente liscia o più ruvida.

I lati negativi della resina

Per quanto sia un materiale estremamente resistente, non si può considerare eterno e qualche lato negativo ce l’ha anche la resina. È resistente ma dimostra i segni dell’invecchiamento come un qualsiasi pavimento di media resistenza. Graffi e abrasioni saranno più evidenti in un pavimento monocromatico e lucido, mentre uno spatolato od opaco nasconderà meglio i suoi anni. È pur vero che si può sempre optare per il ripristino del manto, azione veloce ed economica, che ridarà nuova vita al pavimento.

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